Visualizzazione post con etichetta Giornalisti freelance. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giornalisti freelance. Mostra tutti i post

domenica 26 maggio 2024

UN "NUOVO GIORNALISMO"? Amare riflessioni, e richieste di una ex tirocinante poi freelance

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza, con delle amare riflessioni e proposte, di una collega giornalista autonoma, ex tirocinante. La pubblichiamo in forma anonima, per tutelare le sue future possibilità di lavoro con le redazioni.

UN "NUOVO" GIORNALISMO?

Attualmente in Italia si sta parlando molto di censura e strumentalizzazione dell’informazione.

Non è estraneo a queste argomentazioni neanche il mondo stesso del giornalismo che ormai del suo originario significato ha salvato ben poco.

Iniziando con i milioni di comunicati stampa da ogni dove, che rendono le testate un vero e proprio spazio pubblicitario e di marketing (oltre a divenire asettiche e politicizzanti). Ironico appare poi il tentativo automatico da parte del direttore o della giunta comunale di etichettare politicamente un giornalista che tenta di fare il suo lavoro nel modo più oggettivo possibile. Negli articoli, alcune parole o frasi più delicate vengono fatte rimuovere perché ‘non si sa mai’. Già così è difficile contattare qualcuno (es. i permessi delle aziende sanitarie regionali per intervistare qualcuno o i vari intermediari prima di raggiungere il politico di turno): se osi dire qualcosa che non sia in linea con il tuo intervistatore non ti contatta più; se osi dire qualcosa che non sia in linea con il tuo direttore non scrivi più; se osi dire troppo, beh, non fai più e basta.

I tirocini vengono spesso retribuiti al minimo. Il problema di trovare dei fondi, soprattutto per le testate piccole, è certamente reale. Ma quando un giornalista scrive dai quattro ai sette articoli al giorno, non comunicati stampa, e si ritrova con 300 euro al mese, anche dopo la fine del tirocinio, allora qualcosa non va. Quando svariati giornalisti e pubblicisti arrivano ad andare in esaurimento nervoso dopo essere stati trattati come degli stracci, ci si rende conto che non è un mondo salutare.

Allora molti decidono di optare per il lavoro autonomo, il cosiddetto ‘freelancer’.

Le testate più ampie non leggono neppure le mail e bisogna chiamarle una ventina di volte per una proposta d’ articolo. Solo 1 su 5 risponde. Spesso chi risponde comunica che ha una redazione chiusa. Un gran peccato perché sarebbe importante garantire un’apertura almeno in caso di articoli di particolare interesse.

Così non resta che contattare le testate locali, che troppo spesso fanno lavorare senza contratto, e alle quali bisogna chiedere di ricordarsi di pubblicare l’articolo. Ricordarsi di pubblicare un articolo. “E un giorno, il redattore decide autonomamente di non farti lavorare più. Scrivendoti che non c’è più bisogno della collaborazione? No, bloccandoti su whatsapp. Bloccandoti su whatsapp.”

"Sono senza parole e cerco di capire dove ho sbagliato.

Allora contatto un’altra redazione dove inizio una collaborazione in prova. Anche qui viene fuori il problema economico. Gli articoli vengono pubblicati dopo molte settimane. Questa volta, invece di andare in paranoia e farmi mille sensi di colpa, decido di affrontare la situazione di petto e chiedere spiegazioni.

Mi vengono fatte le loro scuse, ammettendo che ‘si sono dimenticati’ dei miei articoli e mi dicono di scrivere loro ogni tanto per ricordare di pubblicarli.

Va bene. Lo faccio.

Poi, però, gli articoli non vengono proprio più pubblicati. Riscrivo. Non mi rispondono. Ma come? Mi avevate detto che gli articoli erano buoni! Dove ho sbagliato?

Mi ritrovo a sentirmi in una situazione che mi ricorda tanto i piccoli abusi tossici, così sottili che ti fanno venire il dubbio di essere tu il problema. Forse ho scritto troppo? Forse troppo poco?

Senza lamentele o piagnistei.

Stavolta no.

Non è mia la colpa."

Questo tipo di situazioni sono ben note nell’ambiente. Il silenzio che le circonda, però, non è né etico né professionale. Chi continua a scrivere, nonostante tutto, lo fa perché crede veramente nel potere dell’informazione democratica e nella possibilità di creare riflessione nei lettori. Pagare 10 euro un articolo, non considerare professione da tutelare il reporter di guerra, non rispettare e non considerare allo stesso livello il lavoratore autonomo non sono cose accettabili.

Chiediamo quindi, all’Odg e all’Assostampa, effettiva tutela per i freelancer, maggior controllo nelle redazioni e la possibilità di venire incontro a chi di questo lavoro non riesce a vivere. E siamo in molti.

Chiediamo per questo la possibilità di poter pagare INPGI e ODG in proporzione al reddito o all’ISEE conseguita.

Essere tenuti a dover pagare entrambi più di 300 euro all’anno per un guadagno netto alle volte pari a 100 (!) annuali non è ammissibile. Ci sono giornalisti e pubblicisti validi che si sono tolti dall’Ordine per ragioni sopra citate.

Si chiede, in conclusione, considerazione e rispetto di diritti, e doveri, che dovrebbero essere fondanti in questa professione che dovrebbe far prevalere onestà, trasparenza e qualità rispetto alla quantità e all’elitarietà.


(Maggio 2024 - Contatto: giornalistifreelance@gmail.com)

giovedì 30 giugno 2022

EQUO COMPENSO AI GIORNALISTI AUTONOMI: MOBILITAZIONE (mozione FNSI, 30/06/2022)

Il Consiglio nazionale Fnsi approva all'unanimità:
attuare l'equo compenso per i giornalisti autonomi,
organizzare mobilitazione della categoria

Giornalisti, 10 anni senza equo compenso
Mobilitazione in difesa dell’informazione
contro la precarizzazione dell’articolo 21


Il Consiglio nazionale della Fnsi, riunitosi a Roma il 30 giugno 2022, 

richiama il documento sul lavoro autonomo approvato al XVIII Congresso FNSI di Levico Terme del 2019, che ha indicato come obiettivi urgenti e prioritari da affrontare per il lavoro non dipendente: l’emanazione da parte del Ministero della Giustizia dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi ex legge 27/2012, definiti come “Equo compenso” dalla legge 172/2017; l’emersione del “falso lavoro autonomo” e la sua inclusione nel Ccnlg, contrastando la precarizzazione attraverso l’attuazione della legge 233/2012, che impone la coerenza retributiva tra lavoro autonomo e subordinato;

denuncia il perdurare di gravi storture nel sistema dell’informazione, che si regge sempre più sul lavoro povero e senza diritti, tanto da rendere precari i principi stessi di libertà di stampa, pur garantiti dall’art. 21 della Costituzione;

denuncia infatti che, nonostante i ripetuti richiami, a dieci anni dall’entrata in vigore sia della legge 27/2012, concernente i compensi adeguati e decorosi di tutte le prestazioni di lavoro autonomo, sia della legge 233/2012, che aggiunge l’obbligo della coerenza dei compensi tra subordinati e non subordinati per le prestazioni rese nelle testate giornalistiche, i giornalisti siano l’unica professione ordinistica per la quale non è stata data applicazione alle tutele vigenti per l’equo compenso del lavoro autonomo;

denuncia che entrambi i dicasteri (Giustizia e Presidenza del Consiglio) sono nelle condizioni e in possesso di tutti gli elementi per poter dare adempimento alle due norme, mentre invece non concludono i procedimenti con i dovuti provvedimenti;

Il CN impegna pertanto la Segreteria e la Giunta esecutiva Fnsi ad un rapido e deciso intervento affinché venga intimato al Governo l’adempimento delle norme vigenti sull’Equo compenso per i giornalisti non dipendenti, attraverso:

- l’immediata emanazione da parte del Ministero della Giustizia del decreto con i parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti, previsti dalla L. 27/2012, essendo ad oggi l’unica categoria professionale per la quale questi non sono mai stati emanati, e non risultando applicabili per analogia quelli di altre professioni; 

- l’immediata adozione dei provvedimenti previsti dalla L. 233/2012, con la corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso per i giornalisti non dipendenti, che tenga conto della coerenza tra le retribuzioni dei subordinati e degli autonomi nelle singole testate;

- l’applicazione delle sanzioni previste legge 233/2012, sospendendo l'erogazione di contributi e di altri benefici pubblici in favore degli editori che non applichino l'equo compenso.

Il CN impegna altresì la Segreteria la Giunta esecutiva

ad assumere tutte le opportune forme di pressione, lotta e manifestazione pubblica contro le inadempienze del Governo sull’Equo Compenso, e ad organizzare una mobilitazione generale della categoria contro la precarizzazione dell’articolo 21 della Costituzione, a partire dallo sfruttamento derivante  dalla cronica disparità di trattamento tra giornalisti e attraverso l’uso illegittimo di finti rapporti di lavoro autonomo.

(mozione Fnsi approvata all'unanimità, Roma, 30 giugno 2022)

sabato 5 febbraio 2022

APPELLO: UN NUOVO INPGI E GARANZIE PER GLI AUTONOMI. OLTRE 310 FIRME - Info e proposte


Riceviamo dai promotori, e volentieri pubblichiamo
(invitando a firmare e rilanciare la petizione)


L' “Appello per un nuovo INPGI: più garanzie per i giornalisti lavoratori autonomi” ha superato le prime 310 adesioni!
Volevamo ringraziarti perché è anche grazie a te se questo iniziale traguardo è stato raggiunto.

L’appello che abbiamo lanciato come giornalisti precari e freelance è nato “dal basso”, e sta raccogliendo consensi soprattutto “dal basso”. E già questa ci sembra una grande cosa!

Come abbiamo scritto in calce alla petizione, l’appello “è stato steso da un piccolo gruppo di giornalisti precari, in forma anonima per evitare etichettature di parte od autopromozionali. Lo proponiamo alla firma di chiunque lo condivida e l’appello sarà una “proprietà collettiva” di chi lo vorrà sostenere e rilanciare. Ciò significa che non ci sono dei "primi firmatari" che poi parleranno in rappresentanza di tutti gli altri: la petizione punta a richiamare l’attenzione sui temi elencati, e chiunque può farla propria, rilanciarla e far crescere il dibattito”.

Ci sembra importante ribadirlo, per sgombrare il campo da possibili sospetti sul fatto che dietro a questo appello in realtà vi sia qualche corrente organizzata o “di vertice”. No: non è così e ci sembra importante confermarlo.

Ciò che abbiamo a cuore è che questo tema entri nel dibattito pubblico. Come ha ben ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di insediamento “Dignità è garantire ai cittadini una informazione libera e indipendente” e per essere tale l’informazione deve poter contare su giornalisti non indeboliti dalla precarietà del loro lavoro.

Nel ringraziarti per aver firmato (o anche se stai per farlo), ti chiediamo di proporre l’adesione anche ad altre persone, giornalisti o semplici cittadini, affinché questo appello possa essere sempre più di tutti, e possa raccogliere ancora più firme. Quindi aiutaci e diffondi la petizione con i mezzi che hai (canali social, contatti diretti, siti web etc)

E, se ti fa piacere, sarebbe davvero prezioso poter ricevere anche qualche testimonianza diretta di chi la precarietà del lavoro giornalistico la vive sulla propria pelle (ma anche di cittadini che vogliono sentirsi accompagnati da un buon servizio di informazione, e desiderano che questo non muoia). Facci sapere che ne pensi, inviaci la tua testimonianza e il perché hai firmato o inviti a sostenere la petizione!

Puoi inviare il tuo contributo scritto (anche chiedendo che sia pubblicato in forma anonima) a igiornalistiprecari@gmail.com. Lo divulgheremo attraverso i nostri canali.

Questo il link (breve) al testo e per inoltrare la petizione: https://chng.it/Yvmsvkxt

E qui il link diretto: https://www.change.org/p/appello-per-un-nuovo-inpgi-pi%C3%B9-garanzie-per-i-giornalisti-lavoratori-autonomi

E a presto con nuovi aggiornamenti !


Per contattarci:


sabato 29 gennaio 2022

APPELLO PER UN NUOVO INPGI: più di 200 ADESIONI (Più garanzie per gli autonomi: LO FIRMI?)

SUPERA LE 220 ADESIONI DA TUTTA ITALIA
L'APPELLO PER UN NUOVO INPGI:
più garanzie per i giornalisti lavoratori autonomi

Per una riforma e una gestione sobria e partecipata dell’Inpgi2, per il diritto all'equo compenso, a previdenza e pensioni adeguate per i giornalisti non dipendenti


PETIZIONE APERTA A TUTTI
(anche a dipendenti e non giornalisti)

LA FIRMI ANCHE TU?


“Appello per un nuovo INPGI: più garanzie per i giornalisti lavoratori autonomi”, lanciato da poco su Change.org, ha superato in pochi giorni le 230 adesioni. 

Chiede una riforma e una gestione “sobria e partecipata” dell’Inpgi2, e il diritto a un equo compenso, con previdenza e pensione adeguate, per i giornalisti non dipendenti. 

L'appello si trova qui:
http://www.change.org/p/appello-per-un-nuovo-inpgi-pi%C3%B9-garanzie-per-i-giornalisti-lavoratori-autonomi

Il testo, come viene spiegato, "è stato steso da un piccolo gruppo di giornalisti autonomi-precari, fuori da logiche di corrente e da gruppi organizzati. Ed è promosso in forma anonima (cioè senza “primi firmatari”), per evitare etichettature di parte od autopromozionali"

"Ciò significa", viene precisato, "che non ci sono dei "primi firmatari" che poi parleranno in rappresentanza di tutti gli altri: la petizione punta a richiamare l’attenzione sui temi elencati, e chiunque può farla propria, rilanciarla e far crescere il dibattito".

L'appello è aperto alla firma di chiunque lo condivida (anche contrattualizzati e non giornalisti, in solidarietà con i lavoratori autonomi), ed è inteso come “proprietà collettiva” dei firmatari e "di chi lo vorrà sostenere e rilanciare", come strumento di dibattito e confronto sul tema.

"Giornalisti freelance" sostiene e rilancia l'appello, invitando a firmarlo e a contribuire al dibattito sul tema.

Chi intendesse firmare, ma senza apparire pubblicamente sul web, può spuntare la casella: "Non mostrare il mio nome e il mio commento su questa petizione"

Per la firma rimandiamo al testo dell'appello:
http://www.change.org/p/appello-per-un-nuovo-inpgi-pi%C3%B9-garanzie-per-i-giornalisti-lavoratori-autonomi

Credits: foto derivata da https://bit.ly/3FUu1tQ su medesima licenza CC


AVVERTENZE IMPORTANTI PER FIRMARE
(dal testo dell'appello)

1) Preferibilmente firmate essendovi registrati su Change.org con un vostro account personale (così la procedura tecnica è più rapida e sicura)

2) Se non volete registrarvi con un account personale, potete firmare ugualmente la petizione, compilando i campi “nome”, “cognome” “email”. Poi Change.org vi manderà una mail di verifica, a cui dovrete rispondere confermando di aver firmato, altrimenti l'adesione non verrà registrata!

3) In entrambi i casi (1 e 2) dopo aver cliccato e inviato l’adesione, rispondete alle domande di Change.org che appariranno nelle pagine web successive (scrollate bene la videata fino in fondo), per evitare il rischio che l’adesione resti in sospeso!


Puoi inviarci interventi e commenti a:


e potremo pubblicarli... Grazie !