sabato 21 marzo 2026

Una rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione (le 270 adesioni al 23/3/2026)

E’ nata la "Rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione”. Vi aderiscono giornaliste e giornalisti dipendenti, autonomi, precari, pensionati, inviati, componenti di cdr, da tutta Italia. 

Alcuni sono attivi in organismi della categoria, ma tutti aderiscono a titolo personale, nell'intento di creare una Rete diffusa, trasversale e "dal basso", come area di riflessione, confronto e costruzione di iniziative sui temi dell'informazione, connessi a quelli delle libertà, dei diritti e dei valori fondanti della Costituzione repubblicana.


L'incontro di presentazione è avvenuto il 18 marzo 2026 a Roma, nella sede di Extra Libera.

Le adesioni raccolte al 23 marzo sono oltre 270, e stanno man mano crescendo. 

IL DOCUMENTO FONDATIVO

Una rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione

La libertà di stampa è un bene costituzionale primario su cui poggia la democrazia.  E sempre più vediamo che in Italia c’è un gigantesco problema di libertà di informazione.

 La posizione del Paese nel ranking internazionale ci vede in discesa al 49esimo posto, il più basso in Europa occidentale; moltissimi spazi di informazione dei principali network, Rai e Mediaset, sotto influsso diretto di Palazzo Chigi; numerose testate quotidiane in mano a politici dell’area di governo; il diritto di cronaca sempre più limitato per legge; le querele temerarie bavaglio in aumento, usate dalla politica per intimidire e limitare il giornalismo di inchiesta; la mancata tutela delle fonti e giornalisti spiati con Paragon, senza che nessuno da un anno dica da chi e perché; le regole europee disattese, dal Media Freedom Act alla direttiva anti-Slapps;  una Authority chiamata a vigilare sul sistema, da ripensare per garantirne un’effettiva indipendenza. E un problema di sicurezza senza pari. In un Paese che ha dato un altissimo tributo di sangue con i suoi giornalisti uccisi, ci sono 516 reporter minacciati - record europeo - 270 sotto tutela e 29 sotto scorta. Con un aumento delle minacce del 78% nel 2025. E ancora: il dilagare di precari e autonomi sottopagati che non può essere garanzia di una stampa davvero libera e che espone giornaliste e giornalisti a rischi e ricatti di ogni genere.

Tutto questo chiama a una reazione collettiva e individuale

La crisi dell’editoria con il calo di vendite e ascolti, la perdita di credibilità del giornalismo presso l’opinione pubblica e la sfida dell’Intelligenza artificiale, unitamente alla crisi dei corpi intermedi che non risparmia le nostre strutture, ci interrogano sulla necessità di una profonda riflessione sui postulati che per decenni hanno cementato l’esercizio della professione giornalistica e il nostro agire professionale e sindacale. Dalla deontologia alle forme di tutela per il lavoro autonomo.

Mai come ora il sistema dell’editoria italiana appare fragile: dismissione dei grandi gruppi, proprietari corsari, concentrazioni e riduzione del pluralismo, leggi di sistema inadeguate, costante espulsione di giornalisti dalle redazioni e l’impoverimento che colpisce soprattutto i giovani e le donne. Mentre perdura la difficoltà di estendere le tutele a giornaliste e giornalisti sempre più in balia di un mercato iniquo, con paghe ridicole per i pochi giovani neo-assunti e da fame per il crescente numero di autonomi e precari. 

E’ un attacco senza precedenti al ruolo dell’informazione: l’assalto alla sua autonomia e indipendenza. Sotto tiro è tutto il pensiero critico. L’obiettivo è di avere i media asserviti alla propaganda o imbavagliati. Per questo è tanto più importante chiamare i giornalismi, ovunque e comunque si svolgano, alla costruzione di una rete che sappia contrastare il tentativo di delegittimare e marginalizzare ruolo e funzione dell’informazione libera per metterla solo al servizio della cittadinanza.

Non siamo soli. L’intolleranza verso il pensiero critico e i poteri di bilanciamento e controllo, si inserisce nel più ampio disegno che mira a colpire la Costituzione e i suoi valori, i diritti, la memoria condivisa dell’antifascismo e della Resistenza. 

 L’intreccio tra democrazia, Costituzione e libertà di informazione non è mai stato tanto forte come in questo decennio di progressiva affermazione, nel mondo, delle destre sovraniste al potere. E la battaglia a difesa di un’informazione libera e forte si intreccia sempre più con quella di chi lotta per la difesa della scuola, della giustizia, dell’università e della cultura, mondi a cui dare e da cui trarre forza, uniti nel segno della difesa della Costituzione repubblicana antifascista.  

La difesa della professione giornalistica oggi passa anche dalla capacità di tessere alleanze con tutti i soggetti in campo per il rispetto e la difesa della Costituzione, della democrazia, delle libertà e del diritto internazionale; passa dalla rivitalizzazione del tessuto delle redazioni e dei luoghi del nostro agire professionale e sindacale e dalla capacità di confliggere con chi esercita il potere per ottenere le tutele e le garanzie che sono alla base della libertà di informazione oltre che dell’indipendenza del servizio pubblico. 


LE 270 ADESIONI AL 23 MARZO 2026
(Tutti i sottoscrittori appaiono a titolo personale, in ordine alfabetico)

Enrica Agostini, Gianluca Amadori, Valentina Antonello, Laura Aprati, Chiara Avesani, Angelo Baiguini, Ida Baldi, Danila Baldo, Alessandra Baldoni, Roberta Balzotti, Paola Barretta, Matteo Bartocci, Carlo Bartoli, Laura Silvia Battaglia, Rosy Battaglia, Maurizio Bekar, Giampiero Bellardi, Eleonora Belviso, Serena Bersani, Roberta Bertolini, Roberto Bertoni, Guido Besana, Daniele Biacchessi, Cristina Bianchi, Elena Bianchi, Francesco Birocchi, Marino Bisso, Maurizio Blasi, Silvia Boccardi, Maria Luisa  Bonacchi, Giovanna Bonardi, Laura Bonasera, Manuela Bonchino, Giulia Bondi, Paolo Borrometi, Sandra Bortolin, Serena Bortone, Giulia Bosetti, Mario Bosonetto, Cristina Caccia, Stefanella Campana, Francesca Candioli, Alessia Candito, Franco Capone, Angela Caponnetto, Raffaele Capparelli, Rory Cappelli, Raffaele Cappuccio, Fulvia Caprara, Ester Castano, Valerio Cataldi, Roberta Cavaglià, Riccardo Cavaliere, Francesco Cavalli, Beppe Ceccato, Gegia Celotti, Carlo Cerchioli, Michele Cervo,Gianluca Cicinelli, Mara Cinquepalmi, Mariantonietta Colimberti, Mario Consani, Samuele Corbetta, Luisa Cordova, Stefano Corradino, Nicole Corritore, Elisabetta Cosci, Raffaella Cosentino, Marina Cosi, Laura Costantini, Elisa Cozzarini, Luana Cremasco, Riccardo Cristiano, Riccardo Cucchi, Valeria Cucchiaroni, Beatrice Curci, Federica D’Alessio, Maria D’Amico, Zita Dazzi, Danilo De Biasio, Pino De Cesare, Marina De Ghantuz Cubbe, Maria Novella De Luca, Eleonora De Nardis, Daniela De Robert, Veronica De Riu, Graziella Di Mambro, Rosa Maria Di Natale, Carmen Di Stasio, Cristiana Di San Marzano, Cristiano Degano, Monica Di Sisto, Vittorio Di Trapani, Guido D’Ubaldo, Gabriele Dossena, Elisa Dossi, Luciana Esposito, Margherita Esposito, Romana Fabrizi, Annamaria Ferretti, Stefano Ferri, Nadia Ferrigo, Dario Fidora, Angelica Fiore, Francesca Fornario, Monica Forni, Antonio Frascione, Luca Frati, Alessandro Fresilli,  Lorenzo Frigerio,  Mattia Frizzera, Carla Frogheri, Giovanna Fumarola, Lidia Galeazzo, Silvia Garambois, Chiara Geloni, Angela Gennaro, Valerio Giacoia, Paolo Ghezzi, Francesca Ghidini, Giancarlo Ghirra, Rinaldo Gianola, Gian Mario Gillio, Alberto Gioffreda, Vanessa Giovagnoli, Giovanni Giovannetti, Marisa Giuliani, Beppe Giulietti,  Andrea Greco, Rossella Guadagnini, Clara Habte, Giorgio Iacoboni, Paolo Iannaccone,  Silvia Inghirami, Marisa Ingrosso, Emanuela Irace, Ludovica Jona, Desirée Klain, Grazia Leone, Maria Lepri, Walter Liber, Agnese Licata, Roberta Lisi, Antonella Loi, Natalia Lombardo, Sara Lucaroni, Carlotta Macerollo, Matteo Macor, Emanuele Mariani, Ivano Maiorella, Alessandra Mancuso, Marta Mandò, Lorenzo Mansutti, Giampaolo Marchini, Massimo Marciano, Elisa Marincola, Sara Marsico, Fabiana Martini, Antonella Mascali, Daniele Mastrogiacomo, Marilù Mastrogiovanni, Roberto Mastroianni, Cristiana Mastronicola, Rossella Matarrese, Rita Mattei, Loris Mazzetti, Anna Meli, Federico Mello, Gioia Meloni, Azzurra Meringolo, Elena Miglietti, Stefano Milani, Mauro Miserendino, Giuliano Modesti, Gianni Montesano, Monica Moretti, Silvia Motroni, Annachiara Mottola di Amato, Giuseppe Murru, Paola Nania, Antonella Napoli, Pino Nardi, Silvia Neonato, Giuseppe Notaro, Flavio Novara, Enzo Nucci, Gian Mario Nucci, Ottavio Olita, Raffaele Oriani, Paolo Pacitti,  Vera Paggi, Maurizio Paglialunga,  Saverio Paffumi, Stefania Panfili, Chiara Paolini, Renato Parascandalo,  Giuseppina Paterniti, Nereo Pederzolli, Rino Pellino, Francesca Piccioli, Monica Pietrangeli, Nico Piro, Fabio Pizzul, Oreste Pivetta, Paolo Pozzi, Stefania Prandi, Giulia Presutti, Caterina Proietti, Sabrina Provenzani, Matteo Pucciarelli, Luigi Putignano, Marzio Quaglino, Vittorio Ragone, Rita Rapisardi, Cristina Raschio,  Andrea Riscassi, Paola Rizzi, Domenico Valter Rizzo, Lavinia Rivara, Antonio Roccuzzo, Susi Ronchi, Paolo Romano, Anita Rubini, Andrea Rustichelli, Pierluigi Sabatti, Annalisa Salsano, Luca Sani, Gaetano Savatteri, Francesca Savino, Luciano Scalettari, Gea Scancarello, Barbara Scaramucci, Nello Scavo, Barbara Schiavulli, Cristiana Scoppa, Roberto Secci, Anna Maria Selini, Luisella Seveso,  Giuliana Sgrena, Gianmarco Sicuro, Danilo Sinibaldi, Monica Soldano, Ilaria Sotis, Paola Spadari, Salvatore Speranza, Irene Stracuzzi, Elena Stramentinoli, Loredana Taddei, Michele Taddei, Alessandra Tarquini, Lorenzo Tosa, Anna Trebbi, Cesare Treccarichi, Michele Urbano, Matteo Valerio, Alessandra Velluto, Andrea Vianello, Marco Vignudelli, Claudio Vigolo, Lucia Visca, Vincenzo Vita, Valeria Volatile, Giorgio Zanchini, Maria Zegarelli, Alessandra Ziniti.


PER ADERIRE

Ulteriori adesioni al Manifesto sono aperte a giornaliste e giornalisti, e appariranno come paritarie con le precedenti, in ordine alfabetico. 

Vanno indicati: nome e cognome, città, qualifica professionale (dipendente, pensionato, freelance, inviato, ufficio stampa...), eventuale testata o area d'impegno, ma ad essere pubblicati saranno solo nome e cognome. 

Per aderire scrivere a:

martedì 17 marzo 2026

Una rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione (Riceviamo e pubblichiamo)

 


Una rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione

La libertà di stampa è un bene costituzionale primario su cui poggia la democrazia.  E sempre più vediamo che in Italia c’è un gigantesco problema di libertà di informazione.

 La posizione del Paese nel ranking internazionale ci vede in discesa al 49esimo posto, il più basso in Europa occidentale; moltissimi spazi di informazione dei principali network, Rai e Mediaset, sotto influsso diretto di Palazzo Chigi; numerose testate quotidiane in mano a politici dell’area di governo; il diritto di cronaca sempre più limitato per legge; le querele temerarie bavaglio in aumento, usate dalla politica per intimidire e limitare il giornalismo di inchiesta; la mancata tutela delle fonti e giornalisti spiati con Paragon, senza che nessuno da un anno dica da chi e perché; le regole europee disattese, dal Media Freedom Act alla direttiva anti-Slapps;  una Authority chiamata a vigilare sul sistema, da ripensare per garantirne un’effettiva indipendenza. E un problema di sicurezza senza pari. In un Paese che ha dato un altissimo tributo di sangue con i suoi giornalisti uccisi, ci sono 516 reporter minacciati - record europeo - 270 sotto tutela e 29 sotto scorta. Con un aumento delle minacce del 78% nel 2025. E ancora: il dilagare di precari e autonomi sottopagati che non può essere garanzia di una stampa davvero libera e che espone giornaliste e giornalisti a rischi e ricatti di ogni genere.

Tutto questo chiama a una reazione collettiva e individuale

La crisi dell’editoria con il calo di vendite e ascolti, la perdita di credibilità del giornalismo presso l’opinione pubblica e la sfida dell’Intelligenza artificiale, unitamente alla crisi dei corpi intermedi che non risparmia le nostre strutture, ci interrogano sulla necessità di una profonda riflessione sui postulati che per decenni hanno cementato l’esercizio della professione giornalistica e il nostro agire professionale e sindacale. Dalla deontologia alle forme di tutela per il lavoro autonomo.

Mai come ora il sistema dell’editoria italiana appare fragile: dismissione dei grandi gruppi, proprietari corsari, concentrazioni e riduzione del pluralismo, leggi di sistema inadeguate, costante espulsione di giornalisti dalle redazioni e l’impoverimento che colpisce soprattutto i giovani e le donne. Mentre perdura la difficoltà di estendere le tutele a giornaliste e giornalisti sempre più in balia di un mercato iniquo, con paghe ridicole per i pochi giovani neo-assunti e da fame per il crescente numero di autonomi e precari. 

E’ un attacco senza precedenti al ruolo dell’informazione: l’assalto alla sua autonomia e indipendenza. Sotto tiro è tutto il pensiero critico. L’obiettivo è di avere i media asserviti alla propaganda o imbavagliati. Per questo è tanto più importante chiamare i giornalismi, ovunque e comunque si svolgano, alla costruzione di una rete che sappia contrastare il tentativo di delegittimare e marginalizzare ruolo e funzione dell’informazione libera per metterla solo al servizio della cittadinanza.

Non siamo soli. L’intolleranza verso il pensiero critico e i poteri di bilanciamento e controllo, si inserisce nel più ampio disegno che mira a colpire la Costituzione e i suoi valori, i diritti, la memoria condivisa dell’antifascismo e della Resistenza. 

 L’intreccio tra democrazia, Costituzione e libertà di informazione non è mai stato tanto forte come in questo decennio di progressiva affermazione, nel mondo, delle destre sovraniste al potere. E la battaglia a difesa di un’informazione libera e forte si intreccia sempre più con quella di chi lotta per la difesa della scuola, della giustizia, dell’università e della cultura, mondi a cui dare e da cui trarre forza, uniti nel segno della difesa della Costituzione repubblicana antifascista.  

La difesa della professione giornalistica oggi passa anche dalla capacità di tessere alleanze con tutti i soggetti in campo per il rispetto e la difesa della Costituzione, della democrazia, delle libertà e del diritto internazionale; passa dalla rivitalizzazione del tessuto delle redazioni e dei luoghi del nostro agire professionale e sindacale e dalla capacità di confliggere con chi esercita il potere per ottenere le tutele e le garanzie che sono alla base della libertà di informazione oltre che dell’indipendenza del servizio pubblico. 

Vogliamo costruire un momento di confronto pubblico
per parlarne

Ci vediamo a ROMA il 18 MARZO 
dalle ore 15.00 nella sede di Extra Libera
in via  Stamira 5 (MM Piazza Bologna)

[Al Manifesto aderiscono finora oltre 240 giornaliste e giornalisti dipendenti, autonomi, precari, pensionati, inviati, componenti di cdr, da tutta Italia. Alcuni sono attivi anche in organismi della categoria, ma tutti aderiscono a titolo personale ed appaiono nell'elenco in ordine alfabetico]