sabato 21 marzo 2026

Una rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione (le 270 adesioni al 23/3/2026)

E’ nata la "Rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione”. Vi aderiscono giornaliste e giornalisti dipendenti, autonomi, precari, pensionati, inviati, componenti di cdr, da tutta Italia. 

Alcuni sono attivi in organismi della categoria, ma tutti aderiscono a titolo personale, nell'intento di creare una Rete diffusa, trasversale e "dal basso", come area di riflessione, confronto e costruzione di iniziative sui temi dell'informazione, connessi a quelli delle libertà, dei diritti e dei valori fondanti della Costituzione repubblicana.


L'incontro di presentazione è avvenuto il 18 marzo 2026 a Roma, nella sede di Extra Libera.

Le adesioni raccolte al 23 marzo sono oltre 270, e stanno man mano crescendo. 

IL DOCUMENTO FONDATIVO

Una rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione

La libertà di stampa è un bene costituzionale primario su cui poggia la democrazia.  E sempre più vediamo che in Italia c’è un gigantesco problema di libertà di informazione.

 La posizione del Paese nel ranking internazionale ci vede in discesa al 49esimo posto, il più basso in Europa occidentale; moltissimi spazi di informazione dei principali network, Rai e Mediaset, sotto influsso diretto di Palazzo Chigi; numerose testate quotidiane in mano a politici dell’area di governo; il diritto di cronaca sempre più limitato per legge; le querele temerarie bavaglio in aumento, usate dalla politica per intimidire e limitare il giornalismo di inchiesta; la mancata tutela delle fonti e giornalisti spiati con Paragon, senza che nessuno da un anno dica da chi e perché; le regole europee disattese, dal Media Freedom Act alla direttiva anti-Slapps;  una Authority chiamata a vigilare sul sistema, da ripensare per garantirne un’effettiva indipendenza. E un problema di sicurezza senza pari. In un Paese che ha dato un altissimo tributo di sangue con i suoi giornalisti uccisi, ci sono 516 reporter minacciati - record europeo - 270 sotto tutela e 29 sotto scorta. Con un aumento delle minacce del 78% nel 2025. E ancora: il dilagare di precari e autonomi sottopagati che non può essere garanzia di una stampa davvero libera e che espone giornaliste e giornalisti a rischi e ricatti di ogni genere.

Tutto questo chiama a una reazione collettiva e individuale

La crisi dell’editoria con il calo di vendite e ascolti, la perdita di credibilità del giornalismo presso l’opinione pubblica e la sfida dell’Intelligenza artificiale, unitamente alla crisi dei corpi intermedi che non risparmia le nostre strutture, ci interrogano sulla necessità di una profonda riflessione sui postulati che per decenni hanno cementato l’esercizio della professione giornalistica e il nostro agire professionale e sindacale. Dalla deontologia alle forme di tutela per il lavoro autonomo.

Mai come ora il sistema dell’editoria italiana appare fragile: dismissione dei grandi gruppi, proprietari corsari, concentrazioni e riduzione del pluralismo, leggi di sistema inadeguate, costante espulsione di giornalisti dalle redazioni e l’impoverimento che colpisce soprattutto i giovani e le donne. Mentre perdura la difficoltà di estendere le tutele a giornaliste e giornalisti sempre più in balia di un mercato iniquo, con paghe ridicole per i pochi giovani neo-assunti e da fame per il crescente numero di autonomi e precari. 

E’ un attacco senza precedenti al ruolo dell’informazione: l’assalto alla sua autonomia e indipendenza. Sotto tiro è tutto il pensiero critico. L’obiettivo è di avere i media asserviti alla propaganda o imbavagliati. Per questo è tanto più importante chiamare i giornalismi, ovunque e comunque si svolgano, alla costruzione di una rete che sappia contrastare il tentativo di delegittimare e marginalizzare ruolo e funzione dell’informazione libera per metterla solo al servizio della cittadinanza.

Non siamo soli. L’intolleranza verso il pensiero critico e i poteri di bilanciamento e controllo, si inserisce nel più ampio disegno che mira a colpire la Costituzione e i suoi valori, i diritti, la memoria condivisa dell’antifascismo e della Resistenza. 

 L’intreccio tra democrazia, Costituzione e libertà di informazione non è mai stato tanto forte come in questo decennio di progressiva affermazione, nel mondo, delle destre sovraniste al potere. E la battaglia a difesa di un’informazione libera e forte si intreccia sempre più con quella di chi lotta per la difesa della scuola, della giustizia, dell’università e della cultura, mondi a cui dare e da cui trarre forza, uniti nel segno della difesa della Costituzione repubblicana antifascista.  

La difesa della professione giornalistica oggi passa anche dalla capacità di tessere alleanze con tutti i soggetti in campo per il rispetto e la difesa della Costituzione, della democrazia, delle libertà e del diritto internazionale; passa dalla rivitalizzazione del tessuto delle redazioni e dei luoghi del nostro agire professionale e sindacale e dalla capacità di confliggere con chi esercita il potere per ottenere le tutele e le garanzie che sono alla base della libertà di informazione oltre che dell’indipendenza del servizio pubblico. 


LE 270 ADESIONI AL 23 MARZO 2026
(Tutti i sottoscrittori appaiono a titolo personale, in ordine alfabetico)

Enrica Agostini, Gianluca Amadori, Valentina Antonello, Laura Aprati, Chiara Avesani, Angelo Baiguini, Ida Baldi, Danila Baldo, Alessandra Baldoni, Roberta Balzotti, Paola Barretta, Matteo Bartocci, Carlo Bartoli, Laura Silvia Battaglia, Rosy Battaglia, Maurizio Bekar, Giampiero Bellardi, Eleonora Belviso, Serena Bersani, Roberta Bertolini, Roberto Bertoni, Guido Besana, Daniele Biacchessi, Cristina Bianchi, Elena Bianchi, Francesco Birocchi, Marino Bisso, Maurizio Blasi, Silvia Boccardi, Maria Luisa  Bonacchi, Giovanna Bonardi, Laura Bonasera, Manuela Bonchino, Giulia Bondi, Paolo Borrometi, Sandra Bortolin, Serena Bortone, Giulia Bosetti, Mario Bosonetto, Cristina Caccia, Stefanella Campana, Francesca Candioli, Alessia Candito, Franco Capone, Angela Caponnetto, Raffaele Capparelli, Rory Cappelli, Raffaele Cappuccio, Fulvia Caprara, Ester Castano, Valerio Cataldi, Roberta Cavaglià, Riccardo Cavaliere, Francesco Cavalli, Beppe Ceccato, Gegia Celotti, Carlo Cerchioli, Michele Cervo,Gianluca Cicinelli, Mara Cinquepalmi, Mariantonietta Colimberti, Mario Consani, Samuele Corbetta, Luisa Cordova, Stefano Corradino, Nicole Corritore, Elisabetta Cosci, Raffaella Cosentino, Marina Cosi, Laura Costantini, Elisa Cozzarini, Luana Cremasco, Riccardo Cristiano, Riccardo Cucchi, Valeria Cucchiaroni, Beatrice Curci, Federica D’Alessio, Maria D’Amico, Zita Dazzi, Danilo De Biasio, Pino De Cesare, Marina De Ghantuz Cubbe, Maria Novella De Luca, Eleonora De Nardis, Daniela De Robert, Veronica De Riu, Graziella Di Mambro, Rosa Maria Di Natale, Carmen Di Stasio, Cristiana Di San Marzano, Cristiano Degano, Monica Di Sisto, Vittorio Di Trapani, Guido D’Ubaldo, Gabriele Dossena, Elisa Dossi, Luciana Esposito, Margherita Esposito, Romana Fabrizi, Annamaria Ferretti, Stefano Ferri, Nadia Ferrigo, Dario Fidora, Angelica Fiore, Francesca Fornario, Monica Forni, Antonio Frascione, Luca Frati, Alessandro Fresilli,  Lorenzo Frigerio,  Mattia Frizzera, Carla Frogheri, Giovanna Fumarola, Lidia Galeazzo, Silvia Garambois, Chiara Geloni, Angela Gennaro, Valerio Giacoia, Paolo Ghezzi, Francesca Ghidini, Giancarlo Ghirra, Rinaldo Gianola, Gian Mario Gillio, Alberto Gioffreda, Vanessa Giovagnoli, Giovanni Giovannetti, Marisa Giuliani, Beppe Giulietti,  Andrea Greco, Rossella Guadagnini, Clara Habte, Giorgio Iacoboni, Paolo Iannaccone,  Silvia Inghirami, Marisa Ingrosso, Emanuela Irace, Ludovica Jona, Desirée Klain, Grazia Leone, Maria Lepri, Walter Liber, Agnese Licata, Roberta Lisi, Antonella Loi, Natalia Lombardo, Sara Lucaroni, Carlotta Macerollo, Matteo Macor, Emanuele Mariani, Ivano Maiorella, Alessandra Mancuso, Marta Mandò, Lorenzo Mansutti, Giampaolo Marchini, Massimo Marciano, Elisa Marincola, Sara Marsico, Fabiana Martini, Antonella Mascali, Daniele Mastrogiacomo, Marilù Mastrogiovanni, Roberto Mastroianni, Cristiana Mastronicola, Rossella Matarrese, Rita Mattei, Loris Mazzetti, Anna Meli, Federico Mello, Gioia Meloni, Azzurra Meringolo, Elena Miglietti, Stefano Milani, Mauro Miserendino, Giuliano Modesti, Gianni Montesano, Monica Moretti, Silvia Motroni, Annachiara Mottola di Amato, Giuseppe Murru, Paola Nania, Antonella Napoli, Pino Nardi, Silvia Neonato, Giuseppe Notaro, Flavio Novara, Enzo Nucci, Gian Mario Nucci, Ottavio Olita, Raffaele Oriani, Paolo Pacitti,  Vera Paggi, Maurizio Paglialunga,  Saverio Paffumi, Stefania Panfili, Chiara Paolini, Renato Parascandalo,  Giuseppina Paterniti, Nereo Pederzolli, Rino Pellino, Francesca Piccioli, Monica Pietrangeli, Nico Piro, Fabio Pizzul, Oreste Pivetta, Paolo Pozzi, Stefania Prandi, Giulia Presutti, Caterina Proietti, Sabrina Provenzani, Matteo Pucciarelli, Luigi Putignano, Marzio Quaglino, Vittorio Ragone, Rita Rapisardi, Cristina Raschio,  Andrea Riscassi, Paola Rizzi, Domenico Valter Rizzo, Lavinia Rivara, Antonio Roccuzzo, Susi Ronchi, Paolo Romano, Anita Rubini, Andrea Rustichelli, Pierluigi Sabatti, Annalisa Salsano, Luca Sani, Gaetano Savatteri, Francesca Savino, Luciano Scalettari, Gea Scancarello, Barbara Scaramucci, Nello Scavo, Barbara Schiavulli, Cristiana Scoppa, Roberto Secci, Anna Maria Selini, Luisella Seveso,  Giuliana Sgrena, Gianmarco Sicuro, Danilo Sinibaldi, Monica Soldano, Ilaria Sotis, Paola Spadari, Salvatore Speranza, Irene Stracuzzi, Elena Stramentinoli, Loredana Taddei, Michele Taddei, Alessandra Tarquini, Lorenzo Tosa, Anna Trebbi, Cesare Treccarichi, Michele Urbano, Matteo Valerio, Alessandra Velluto, Andrea Vianello, Marco Vignudelli, Claudio Vigolo, Lucia Visca, Vincenzo Vita, Valeria Volatile, Giorgio Zanchini, Maria Zegarelli, Alessandra Ziniti.


PER ADERIRE

Ulteriori adesioni al Manifesto sono aperte a giornaliste e giornalisti, e appariranno come paritarie con le precedenti, in ordine alfabetico. 

Vanno indicati: nome e cognome, città, qualifica professionale (dipendente, pensionato, freelance, inviato, ufficio stampa...), eventuale testata o area d'impegno, ma ad essere pubblicati saranno solo nome e cognome. 

Per aderire scrivere a:

martedì 17 marzo 2026

Una rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione (Riceviamo e pubblichiamo)

 


Una rete delle giornaliste e dei giornalisti per la Costituzione

La libertà di stampa è un bene costituzionale primario su cui poggia la democrazia.  E sempre più vediamo che in Italia c’è un gigantesco problema di libertà di informazione.

 La posizione del Paese nel ranking internazionale ci vede in discesa al 49esimo posto, il più basso in Europa occidentale; moltissimi spazi di informazione dei principali network, Rai e Mediaset, sotto influsso diretto di Palazzo Chigi; numerose testate quotidiane in mano a politici dell’area di governo; il diritto di cronaca sempre più limitato per legge; le querele temerarie bavaglio in aumento, usate dalla politica per intimidire e limitare il giornalismo di inchiesta; la mancata tutela delle fonti e giornalisti spiati con Paragon, senza che nessuno da un anno dica da chi e perché; le regole europee disattese, dal Media Freedom Act alla direttiva anti-Slapps;  una Authority chiamata a vigilare sul sistema, da ripensare per garantirne un’effettiva indipendenza. E un problema di sicurezza senza pari. In un Paese che ha dato un altissimo tributo di sangue con i suoi giornalisti uccisi, ci sono 516 reporter minacciati - record europeo - 270 sotto tutela e 29 sotto scorta. Con un aumento delle minacce del 78% nel 2025. E ancora: il dilagare di precari e autonomi sottopagati che non può essere garanzia di una stampa davvero libera e che espone giornaliste e giornalisti a rischi e ricatti di ogni genere.

Tutto questo chiama a una reazione collettiva e individuale

La crisi dell’editoria con il calo di vendite e ascolti, la perdita di credibilità del giornalismo presso l’opinione pubblica e la sfida dell’Intelligenza artificiale, unitamente alla crisi dei corpi intermedi che non risparmia le nostre strutture, ci interrogano sulla necessità di una profonda riflessione sui postulati che per decenni hanno cementato l’esercizio della professione giornalistica e il nostro agire professionale e sindacale. Dalla deontologia alle forme di tutela per il lavoro autonomo.

Mai come ora il sistema dell’editoria italiana appare fragile: dismissione dei grandi gruppi, proprietari corsari, concentrazioni e riduzione del pluralismo, leggi di sistema inadeguate, costante espulsione di giornalisti dalle redazioni e l’impoverimento che colpisce soprattutto i giovani e le donne. Mentre perdura la difficoltà di estendere le tutele a giornaliste e giornalisti sempre più in balia di un mercato iniquo, con paghe ridicole per i pochi giovani neo-assunti e da fame per il crescente numero di autonomi e precari. 

E’ un attacco senza precedenti al ruolo dell’informazione: l’assalto alla sua autonomia e indipendenza. Sotto tiro è tutto il pensiero critico. L’obiettivo è di avere i media asserviti alla propaganda o imbavagliati. Per questo è tanto più importante chiamare i giornalismi, ovunque e comunque si svolgano, alla costruzione di una rete che sappia contrastare il tentativo di delegittimare e marginalizzare ruolo e funzione dell’informazione libera per metterla solo al servizio della cittadinanza.

Non siamo soli. L’intolleranza verso il pensiero critico e i poteri di bilanciamento e controllo, si inserisce nel più ampio disegno che mira a colpire la Costituzione e i suoi valori, i diritti, la memoria condivisa dell’antifascismo e della Resistenza. 

 L’intreccio tra democrazia, Costituzione e libertà di informazione non è mai stato tanto forte come in questo decennio di progressiva affermazione, nel mondo, delle destre sovraniste al potere. E la battaglia a difesa di un’informazione libera e forte si intreccia sempre più con quella di chi lotta per la difesa della scuola, della giustizia, dell’università e della cultura, mondi a cui dare e da cui trarre forza, uniti nel segno della difesa della Costituzione repubblicana antifascista.  

La difesa della professione giornalistica oggi passa anche dalla capacità di tessere alleanze con tutti i soggetti in campo per il rispetto e la difesa della Costituzione, della democrazia, delle libertà e del diritto internazionale; passa dalla rivitalizzazione del tessuto delle redazioni e dei luoghi del nostro agire professionale e sindacale e dalla capacità di confliggere con chi esercita il potere per ottenere le tutele e le garanzie che sono alla base della libertà di informazione oltre che dell’indipendenza del servizio pubblico. 

Vogliamo costruire un momento di confronto pubblico
per parlarne

Ci vediamo a ROMA il 18 MARZO 
dalle ore 15.00 nella sede di Extra Libera
in via  Stamira 5 (MM Piazza Bologna)

[Al Manifesto aderiscono finora oltre 240 giornaliste e giornalisti dipendenti, autonomi, precari, pensionati, inviati, componenti di cdr, da tutta Italia. Alcuni sono attivi anche in organismi della categoria, ma tutti aderiscono a titolo personale ed appaiono nell'elenco in ordine alfabetico]

sabato 15 giugno 2024

CLAN-FNSI: LINEE GUIDA sul LAVORO AUTONOMO per il 2024-2027. IL DOCUMENTO

La CLAN (Commissione Nazionale Lavoro Autonomo) della FNSI ha approvato delle linee guida per il suo mandato 2024-2027. Precarietà, stabilizzazioni, dignità, equo compenso, welfare... Di seguito il documento integrale.



PROPOSTA DI LINEE GUIDA PER CLAN E ASSEMBLEA AUTONOMI FNSI

Roma, 5 giugno 2024

La Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi, in avvio del suo mandato 2024-2027, in coerenza con i deliberati congressuali Fnsi sul tema, considerato che il panorama editoriale globale del XXI secolo continua a mutare velocemente anche alla luce delle recenti innovazioni tecnologiche e dell'Intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico, e al fine di garantire pari diritti e pari dignità dei liberi professionisti rispetto al mondo del lavoro dipendente, si impegna a promuovere queste politiche di intervento:

- OCCUPAZIONE E CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ: i numeri sul lavoro autonomo dei giornalisti sono impietosi, nel 2023 il reddito medio dei co.co.co. puri è di 8.039 euro, mentre quello dei liberi professionisti nel 2022 il reddito medio è stato di 14.007 euro. Serve sviluppare politiche e norme stringenti che contrastino la precarietà, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei co.co.co. e delle false partite Iva che dissimulano lavoro dipendente.
Vanno sollecitati controlli da parte degli enti preposti nelle aziende che sfruttano il lavoro autonomo. Sul tema va aperto un dialogo con la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia e con il Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso.

- CONTRATTI COLLETTIVI, STABILIZZAZIONI E CO.CO.CO.: si devono ampliare le tutele del lavoro non dipendente (compreso quello negli uffici stampa). Va intrapreso un dialogo con gli editori sulle stabilizzazioni dei collaboratori che possono essere inquadrati come lavoratori dipendenti. In quest'ottica è fondamentale definire all'interno del contratto le nuove figure professionali che si vanno definendo all'interno delle redazioni (social media manager, fact checker e così via). Vanno superati i co.co.co., che nella maggior parte delle redazioni vengono utilizzati come dei lavoratori dipendenti con costi inferiori e senza le garanzie dei contratti collettivi. Sono necessari, inoltre, interventi per contrastare l'utilizzo di lavoratori pensionati nelle redazioni, anche sollecitando interventi legislativi, come anche adeguate regole e vigilanza a tutela delle nuove competenze redazionali online.

- EQUO COMPENSO: il sindacato deve parallelamente puntare alla tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) tramite l’attuazione delle leggi sull’equo compenso (233/2012 e 49/2023) e per la liquidazione giudiziale dei compensi anche per i giornalisti (L 27/2012) per la quale il sindacato ha già elaborato una proposta che è stata già acquisita dal CNOG.

- INTELLIGENZA ARTIFICIALE: La conoscenza e l'operatività sull'uso degli applicativi di intelligenza artificiale possono essere competenze del giornalista libero professionista. I colleghi devono saper valorizzare questa nuova risorsa come parte della professione e la stessa deve essere adeguatamente considerata e non strumentalizzata. Il sindacato dei giornalisti deve impegnarsi a chiedere di regolamentare l'adozione di questa tecnologia da parte delle aziende editoriali, per evitare che venga impiegata per sostituire i giornalisti nel loro lavoro.

- AUTOIMPRENDITORIALITÀ: La Clan vuole essere interprete di una nuova cultura e di una nuova proposizione della professione giornalistica esercitata in autonomia. Con questo obiettivo si impegnerà per sviluppare azioni necessarie al riconoscimento del rischio d’impresa. La Clan punta a essere punto di riferimento per i giornalisti liberi professionisti attraverso attività che possano favorire l’informazione e la formazione dei colleghi che vogliano intraprendere il percorso auto imprenditoriale, ma anche creare startup e nuove forme di aggregazione professionale per interpretare in modo innovativo questo lavoro.

- MULTIPIATTAFORMA: non è tollerabile il riutilizzo dei contenuti senza un'adeguata retribuzione, è necessario lavorare anche su un equo compenso per i giornalisti quando gli articoli vengono riutilizzati su qualsiasi tipo di piattaforma.

- CONTRIBUTI PUBBLICI: per il rispetto dei pagamenti ai giornalisti lavoratori autonomi va chiesto con voce ferma al Governo, attraverso una modifica della normativa vigente, di agire sulle aziende che prendono contributi pubblici, nonché eventuali altri benefici pubblici, penalizzando chi non paga secondo i tempi previsti dalla legge.

- CARTA DI FIRENZE: Va data attuazione alla “Carta di Firenze”, stimolando una verifica ed eventuale aggiornamento delle procedure. Va attivato in forma paritetica tra Ordine e Fnsi, come da art. 3 della Carta, l’Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti.

WELFARE, ASSISTENZA E INPGI – Servono:
- Un sistema strutturato di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, formazione, aggiornamento) che passi anche dalla continuità nel sostegno degli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, e alle Assostampa che questi servizi erogano
- Al contempo la CLAN auspica un allargamento del welfare e migliori politiche di protezione per il reddito dei giornalisti libero professionisti, rendendosi sul punto disponibile ad un confronto immediato con il nuovo Cda INPGI di prossimo insediamento, anche al fine d’individuare nuove forme di sostegno economico agli autonomi.

ASSISTENZA E CONVENZIONI – Sulla scorta di quanto già alcune Assostampa regionali stanno introducendo, bisogna predisporre per tutti i giornalisti libero professionisti un sistema di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, di assistenza alla auto-imprenditorialità, di aggiornamento). Si ritiene, inoltre, necessario promuovere e incentivare convenzioni permanenti a tariffe agevolate relativamente a dotazioni e strumentazioni tecnologiche professionali (Licenze Sw, devices audio/video/foto, pc, etc.), spazi attrezzati (anche di co-working), abbonamenti a banche dati, agenzie, libri, testate.

RAPPRESENTANZA, VERTENZE, CAUSE LEGALI. Per una maggiore rappresentatività e incisività, il coinvolgimento attivo dei Giornalisti libero professionisti va sostenuto e agevolato a ogni livello: aziendale, regionale e nazionale, e deve riflettersi anche negli organismi dirigenti degli altri organismi di categoria.
Va inoltre proseguito e rafforzato il sostegno alle vertenze dei giornalisti libero professionisti.
Vanno favorite iniziative per garantire la tutela legale dei collaboratori dei giornali, troppo spesso abbandonati e costretti a pagare per le denunce temerarie, soprattutto alla luce delle recenti approvazioni in sede Ue del Media Freedom Act e della direttiva Anti-Slapp. È auspicabile la creazione di un apposito fondo derivante da percentuale obbligatoria per legge a carico della committenza.

LIBERTÀ DI STAMPA. Di fronte a qualsiasi tentativo di imbavagliare i giornalisti va difeso con tutte le forze il diritto di informare e quello dei cittadini a essere informati

- ORGANIZZAZIONE Inoltre, nel rispetto dello Statuto, del Regolamento e dei deliberati congressuali FNSI:
- Va rilanciato e potenziato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale, e dell’Assemblea nazionale del lavoro autonomo, quali centri di elaborazione di proposte e di iniziative. Ma anche - ove possibile - di sperimentazioni di nuove forme di aggregazione (quali assemblee aperte, forum su Web e altro), tese a coinvolgere attivamente anche i molti colleghi non dipendenti finora esterni ed estranei al Sindacato
- Va favorita e perseguita la massima partecipazione interna, nei vari contesti, anche tra CLAN, Assemblea nazionale e Commissioni regionali, puntando anche su incontri e dibattiti on line (quali mailing list, forum o gruppi mirati), per aggiornamenti, favorire il dibattito, lo sviluppo di nuove idee e proposte, e per una diffusa crescita comune

INFINE

Va rilanciato e potenziato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale, e dell’Assemblea nazionale del lavoro autonomo, quali centri di elaborazione di proposte e di iniziative. Va favorita e perseguita la massima partecipazione interna, nei vari contesti, anche tra Clan, Assemblea nazionale e Commissioni regionali, puntando anche su incontri e dibattiti on line (quali mailing list, forum o gruppi mirati), per aggiornamenti, favorire il confronto, lo sviluppo di nuove idee e proposte, e per una diffusa crescita comune. Vanno messe in atto tutte le iniziative possibili tese a coinvolgere attivamente anche i molti colleghi non dipendenti finora esterni ed estranei al Sindacato.

domenica 26 maggio 2024

UN "NUOVO GIORNALISMO"? Amare riflessioni, e richieste di una ex tirocinante poi freelance

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza, con delle amare riflessioni e proposte, di una collega giornalista autonoma, ex tirocinante. La pubblichiamo in forma anonima, per tutelare le sue future possibilità di lavoro con le redazioni.

UN "NUOVO" GIORNALISMO?

Attualmente in Italia si sta parlando molto di censura e strumentalizzazione dell’informazione.

Non è estraneo a queste argomentazioni neanche il mondo stesso del giornalismo che ormai del suo originario significato ha salvato ben poco.

Iniziando con i milioni di comunicati stampa da ogni dove, che rendono le testate un vero e proprio spazio pubblicitario e di marketing (oltre a divenire asettiche e politicizzanti). Ironico appare poi il tentativo automatico da parte del direttore o della giunta comunale di etichettare politicamente un giornalista che tenta di fare il suo lavoro nel modo più oggettivo possibile. Negli articoli, alcune parole o frasi più delicate vengono fatte rimuovere perché ‘non si sa mai’. Già così è difficile contattare qualcuno (es. i permessi delle aziende sanitarie regionali per intervistare qualcuno o i vari intermediari prima di raggiungere il politico di turno): se osi dire qualcosa che non sia in linea con il tuo intervistatore non ti contatta più; se osi dire qualcosa che non sia in linea con il tuo direttore non scrivi più; se osi dire troppo, beh, non fai più e basta.

I tirocini vengono spesso retribuiti al minimo. Il problema di trovare dei fondi, soprattutto per le testate piccole, è certamente reale. Ma quando un giornalista scrive dai quattro ai sette articoli al giorno, non comunicati stampa, e si ritrova con 300 euro al mese, anche dopo la fine del tirocinio, allora qualcosa non va. Quando svariati giornalisti e pubblicisti arrivano ad andare in esaurimento nervoso dopo essere stati trattati come degli stracci, ci si rende conto che non è un mondo salutare.

Allora molti decidono di optare per il lavoro autonomo, il cosiddetto ‘freelancer’.

Le testate più ampie non leggono neppure le mail e bisogna chiamarle una ventina di volte per una proposta d’ articolo. Solo 1 su 5 risponde. Spesso chi risponde comunica che ha una redazione chiusa. Un gran peccato perché sarebbe importante garantire un’apertura almeno in caso di articoli di particolare interesse.

Così non resta che contattare le testate locali, che troppo spesso fanno lavorare senza contratto, e alle quali bisogna chiedere di ricordarsi di pubblicare l’articolo. Ricordarsi di pubblicare un articolo. “E un giorno, il redattore decide autonomamente di non farti lavorare più. Scrivendoti che non c’è più bisogno della collaborazione? No, bloccandoti su whatsapp. Bloccandoti su whatsapp.”

"Sono senza parole e cerco di capire dove ho sbagliato.

Allora contatto un’altra redazione dove inizio una collaborazione in prova. Anche qui viene fuori il problema economico. Gli articoli vengono pubblicati dopo molte settimane. Questa volta, invece di andare in paranoia e farmi mille sensi di colpa, decido di affrontare la situazione di petto e chiedere spiegazioni.

Mi vengono fatte le loro scuse, ammettendo che ‘si sono dimenticati’ dei miei articoli e mi dicono di scrivere loro ogni tanto per ricordare di pubblicarli.

Va bene. Lo faccio.

Poi, però, gli articoli non vengono proprio più pubblicati. Riscrivo. Non mi rispondono. Ma come? Mi avevate detto che gli articoli erano buoni! Dove ho sbagliato?

Mi ritrovo a sentirmi in una situazione che mi ricorda tanto i piccoli abusi tossici, così sottili che ti fanno venire il dubbio di essere tu il problema. Forse ho scritto troppo? Forse troppo poco?

Senza lamentele o piagnistei.

Stavolta no.

Non è mia la colpa."

Questo tipo di situazioni sono ben note nell’ambiente. Il silenzio che le circonda, però, non è né etico né professionale. Chi continua a scrivere, nonostante tutto, lo fa perché crede veramente nel potere dell’informazione democratica e nella possibilità di creare riflessione nei lettori. Pagare 10 euro un articolo, non considerare professione da tutelare il reporter di guerra, non rispettare e non considerare allo stesso livello il lavoratore autonomo non sono cose accettabili.

Chiediamo quindi, all’Odg e all’Assostampa, effettiva tutela per i freelancer, maggior controllo nelle redazioni e la possibilità di venire incontro a chi di questo lavoro non riesce a vivere. E siamo in molti.

Chiediamo per questo la possibilità di poter pagare INPGI e ODG in proporzione al reddito o all’ISEE conseguita.

Essere tenuti a dover pagare entrambi più di 300 euro all’anno per un guadagno netto alle volte pari a 100 (!) annuali non è ammissibile. Ci sono giornalisti e pubblicisti validi che si sono tolti dall’Ordine per ragioni sopra citate.

Si chiede, in conclusione, considerazione e rispetto di diritti, e doveri, che dovrebbero essere fondanti in questa professione che dovrebbe far prevalere onestà, trasparenza e qualità rispetto alla quantità e all’elitarietà.


(Maggio 2024 - Contatto: giornalistifreelance@gmail.com)

giovedì 23 febbraio 2023

La MOZIONE SUL LAVORO AUTONOMO APPROVATA dal XXIX CONGRESSO FNSI di Riccione

Proposta dalla Clan e firmata
unitariamente da decine di delegati
Approvata per acclamazione 
dal XXIX Congresso Fnsi
(Riccione 14-16 febbraio 2023)


Fuori dalla precarietà, contratti, equo compenso, Carta di Firenze, welfare, rappresentanza e ruolo degli autonomi...

Approvata per acclamazione la mozione-ordine del giorno proposta dalla Clan: primi firmatari lavoratori autonomi di varie realtà, con le adesioni di membri della Giunta federale uscente, segretari e presidenti di Assostampa, intere delegazioni regionali: autonomi, dipendenti e pensionati... Una mozione unitaria e trasversale rispetto alle appartenenze e componenti sindacali. E ora l'impegno a tradurre la mozione in realtà...  

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LA MOZIONE APPROVATA

Nel contesto di grave precarizzazione della professione e del sistema dell’informazione in Italia, il XXIX Congresso della Fnsi, riunito a Riccione dal 14 al 16 febbraio 2023

RIBADISCE CON FORZA 

la centralità dei problemi del lavoro autonomo: quasi sempre sottopagato, senza diritti né forza di contrattazione individuale, e sempre più la larga maggioranza dei giornalisti attivi

RICHIAMA 

le mozioni sul lavoro autonomo approvate al XXVI, XXVII e XXVIII Congresso, e approfondite dalla Commissione Nazionale lavoro autonomo, a cui va data piena attuazione

E INDICA COME PROBLEMATICHE PRIORITARIE DA RISOLVERE:

OCCUPAZIONE E CONTRASTO DELLA PRECARIETÀ - Servono politiche e norme stringenti che contrastino la precarietà, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei cococo e delle false partite Iva che dissimulano lavoro dipendente. 

Vanno potenziati gli aiuti pubblici ai lavoratori e gli incentivi alle aziende, vincolandole all’occupazione regolare e al contrasto della precarietà e all’integrale applicazione dei contratti maggiormente rappresentativi. Va perseguita l’emersione del “falso lavoro autonomo”, anche tramite norme di tracciamento dei contratti e dei pagamenti. Nel contempo il “vero” lavoro autonomo – che deve rappresentare un valore aggiunto per la produzione dei contenuti editoriali - non è “precariato”: va tutelato, tuttavia non dev’essere uno strumento per depotenziare quello subordinato.

I CONTRATTI COLLETTIVI – Devono ampliare le tutele del lavoro non dipendente, ed includere le nuove competenze del giornalismo (p.es. redattore web, fact checker, data e visual editor, audio editor, moderatore web, data journalist…). Per autonomi e parasubordinati vanno meglio definiti ruoli, diritti e tutele, retribuzioni dignitose e iter di stabilizzazione. In questo senso il nuovo contratto Fnsi-Anso-Fisc è un possibile modello anche per altre aree contrattuali.

AUTONOMI ED EQUO COMPENSO – Il sindacato deve parallelamente puntare alla tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) tramite l’attuazione delle leggi sull’equo compenso, per compensi dignitosi e certi per le collaborazioni giornalistiche:

1) Equo compenso per i giornalisti collaboratori delle redazioni (con coerenza retributiva tra subordinati e autonomi, e tracciabilità dei compensi) tramite:
- Corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso ex L. 233/2012 e sua attuazione, finora arenata in violazione della legge stessa e dell’art. 36 della Costituzione.
- Applicazione delle sanzioni della L. 233/2012, negando l'erogazione di contributi e altri benefici pubblici agli editori che non applichino l'equo compenso.

2) Prestazioni anche singole e fuori dagli ambiti redazionali, attraverso:
- Decreto del Ministero della Giustizia con espliciti parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi ex L. 27/2012 anche per i giornalisti
 (non essendo applicabili per analogia quelli delle altre professioni)
- Conseguente attuazione anche per i giornalisti della norma generale sull’equo compenso della L. 172/2017, vigente per tutte le professioni, anche non ordinistiche. 

CARTA DI FIRENZE – Per il contrasto deontologico allo sfruttamento e alla negazione della dignità degli autonomi va data attuazione alla “Carta di Firenze”, avviandone una verifica e un eventuale aggiornamento delle procedure e il suo rilancio, coinvolgendo la Clan che partecipò attivamente alla sua stesura. E va attivato in forma paritetica tra Ordine ed Fnsi, come da art. 3 della Carta, l’ “Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti”, con il “compito di vigilare sull'effettiva applicazione della Carta, di avanzare proposte di aggiornamento nonché di segnalare quelle condizioni di sfruttamento della professione che ledano la dignità e la credibilità dei giornalisti anche nei confronti dell’opinione pubblica”.

WELFARE, ASSISTENZA E INPGI – L’iniquità normativa sulla previdenza del lavoro autonomo e l’esiguità dei redditi degli autonomi porta a minori contributi e minori prestazioni Inpgi. Pertanto l’impegno per delle retribuzioni adeguate è dirimente per le pensioni degli autonomi e per il ruolo e il futuro dell’Inpgi. Servono inoltre:

- Un sistema strutturato di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, formazione, aggiornamento) che passi dalla continuità nel sostegno degli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, e alle Assostampa regionali che questi servizi erogano

- Allargamento del welfare e politiche di protezione per il reddito dei non dipendenti, segnati da bassi ricavi e discontinuità lavorative. Vanno quindi estese, p.es. norme come l’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), varata nel 2021 per le sole partite Iva della Gestione Separata Inps, di cui vanno riviste accessibilità e portata.

- Impegno dell’Inpgi nel sostegno agli autonomi, come p.es. con il recente provvedimento di rivalutazione dei montanti di legge con interventi aggiuntivi dell’ente, da erogare a seconda dei contesti e con integrazioni maggiori per i redditi più bassi.

RAPPRESENTANZA E VERTENZE – Per una maggior rappresentatività e incisività, il coinvolgimento attivo dei non dipendenti va sostenuto ed agevolato ad ogni livello: aziendale, regionale e nazionale, e deve riflettersi anche negli organismi dirigenti sindacali.

Occorre proseguire e rafforzare il sostegno della vertenzialità dei giornalisti non dipendenti e autonomi.

Va rilanciato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale e dell’Assemblea del lavoro autonomo. Ciò anche tenendo conto delle proposte di riforma del Regolamento formulate dalla Clan, tese ad estenderne l’elettorato anche a chi esercita la professione autonoma in forma prevalente, e non solo esclusiva, ampliando il bacino di coinvolgimento e il ruolo della Clan.

IL CONGRESSO INFINE AFFERMA CHE

la tutela del lavoro autonomo è anche una battaglia per la qualità dell’informazione, oggi basata su un crescente numero di giornalisti sottopagati e precarizzati, veri e propri “braccianti dell’informazione”, e come tali anelli deboli e ricattabili del sistema italiano del comparto informazione, con evidenti riflessi sulla qualità del dibattito e anche della stessa democrazia.

(testo elaborato dalla Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, approvato per acclamazione dal XXIX Congresso Fnsi, il 16 febbraio 2023) 

>> QUI IL TESTO IN PDF <<    

>> QUI LA MOZIONE CON LE FIRME <<

 

La mozione con tutti i firmatari

domenica 29 gennaio 2023

CLAN-FNSI: PROPOSTA di MOZIONE SUL LAVORO AUTONOMO per il CONGRESSO FNSI di Riccione

La proposta di mozione sul lavoro autonomo
per il XXIX Congresso Fnsi
(Riccione 14-16 febbraio 2023)
dalla Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo


Dall'assenza dell'equo compenso, all'attuazione della Carta di Firenze, dal welfare ai contratti, dalla rappresentanza al ruolo del lavoro autonomo nelle redazioni e negli organismi di categoria...

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LA PROPOSTA DI MOZIONE

Nel contesto di grave precarizzazione della professione e del sistema dell’informazione in Italia, il XXIX Congresso della Fnsi, riunito a Riccione dal 14 al 16 febbraio 2023

RIBADISCE CON FORZA 

la centralità dei problemi del lavoro autonomo: quasi sempre sottopagato, senza diritti né forza di contrattazione individuale, e sempre più la larga maggioranza dei giornalisti attivi

RICHIAMA 

le mozioni sul lavoro autonomo approvate al XXVI, XXVII e XXVIII Congresso, e approfondite dalla Commissione Nazionale lavoro autonomo, a cui va data piena attuazione

E INDICA COME PROBLEMATICHE PRIORITARIE DA RISOLVERE:

OCCUPAZIONE E CONTRASTO DELLA PRECARIETÀ - Servono politiche e norme stringenti che contrastino la precarietà, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei cococo e delle false partite Iva che dissimulano lavoro dipendente. 

Vanno potenziati gli aiuti pubblici ai lavoratori e gli incentivi alle aziende, vincolandole all’occupazione regolare e al contrasto della precarietà e all’integrale applicazione dei contratti maggiormente rappresentativi. Va perseguita l’emersione del “falso lavoro autonomo”, anche tramite norme di tracciamento dei contratti e dei pagamenti. Nel contempo il “vero” lavoro autonomo – che deve rappresentare un valore aggiunto per la produzione dei contenuti editoriali - non è “precariato”: va tutelato, tuttavia non dev’essere uno strumento per depotenziare quello subordinato.

I CONTRATTI COLLETTIVI – Devono ampliare le tutele del lavoro non dipendente, ed includere le nuove competenze del giornalismo (p.es. redattore web, fact checker, data e visual editor, audio editor, moderatore web, data journalist…). Per autonomi e parasubordinati vanno meglio definiti ruoli, diritti e tutele, retribuzioni dignitose e iter di stabilizzazione. In questo senso il nuovo contratto Fnsi-Anso-Fisc è un possibile modello anche per altre aree contrattuali.

AUTONOMI ED EQUO COMPENSO – Il sindacato deve parallelamente puntare alla tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) tramite l’attuazione delle leggi sull’equo compenso, per compensi dignitosi e certi per le collaborazioni giornalistiche:

1) Equo compenso per i giornalisti collaboratori delle redazioni (con coerenza retributiva tra subordinati e autonomi, e tracciabilità dei compensi) tramite:
- Corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso ex L. 233/2012 e sua attuazione, finora arenata in violazione della legge stessa e dell’art. 36 della Costituzione.
- Applicazione delle sanzioni della L. 233/2012, negando l'erogazione di contributi e altri benefici pubblici agli editori che non applichino l'equo compenso.

2) Prestazioni anche singole e fuori dagli ambiti redazionali, attraverso:
- Decreto del Ministero della Giustizia con espliciti parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi ex L. 27/2012 anche per i giornalisti
 (non essendo applicabili per analogia quelli delle altre professioni)
- Conseguente attuazione anche per i giornalisti della norma generale sull’equo compenso della L. 172/2017, vigente per tutte le professioni, anche non ordinistiche. 

CARTA DI FIRENZE – Per il contrasto deontologico allo sfruttamento e alla negazione della dignità degli autonomi va data attuazione alla “Carta di Firenze”, avviandone una verifica e un eventuale aggiornamento delle procedure e il suo rilancio, coinvolgendo la Clan che partecipò attivamente alla sua stesura. E va attivato in forma paritetica tra Ordine ed Fnsi, come da art. 3 della Carta, l’ “Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti”, con il “compito di vigilare sull'effettiva applicazione della Carta, di avanzare proposte di aggiornamento nonché di segnalare quelle condizioni di sfruttamento della professione che ledano la dignità e la credibilità dei giornalisti anche nei confronti dell’opinione pubblica”.

WELFARE, ASSISTENZA E INPGI – L’iniquità normativa sulla previdenza del lavoro autonomo e l’esiguità dei redditi degli autonomi porta a minori contributi e minori prestazioni Inpgi. Pertanto l’impegno per delle retribuzioni adeguate è dirimente per le pensioni degli autonomi e per il ruolo e il futuro dell’Inpgi. Servono inoltre:

- Un sistema strutturato di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, formazione, aggiornamento) che passi dalla continuità nel sostegno degli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, e alle Assostampa regionali che questi servizi erogano

- Allargamento del welfare e politiche di protezione per il reddito dei non dipendenti, segnati da bassi ricavi e discontinuità lavorative. Vanno quindi estese, p.es. norme come l’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), varata nel 2021 per le sole partite Iva della Gestione Separata Inps, di cui vanno riviste accessibilità e portata.

- Impegno dell’Inpgi nel sostegno agli autonomi, come p.es. con il recente provvedimento di rivalutazione dei montanti di legge con interventi aggiuntivi dell’ente, da erogare a seconda dei contesti e con integrazioni maggiori per i redditi più bassi.

RAPPRESENTANZA E VERTENZE – Per una maggior rappresentatività e incisività, il coinvolgimento attivo dei non dipendenti va sostenuto ed agevolato ad ogni livello: aziendale, regionale e nazionale, e deve riflettersi anche negli organismi dirigenti sindacali.

Occorre proseguire e rafforzare il sostegno della vertenzialità dei giornalisti non dipendenti e autonomi.

Va rilanciato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale e dell’Assemblea del lavoro autonomo. Ciò anche tenendo conto delle proposte di riforma del Regolamento formulate dalla Clan, tese ad estenderne l’elettorato anche a chi esercita la professione autonoma in forma prevalente, e non solo esclusiva, ampliando il bacino di coinvolgimento e il ruolo della Clan.

IL CONGRESSO INFINE AFFERMA CHE

la tutela del lavoro autonomo è anche una battaglia per la qualità dell’informazione, oggi basata su un crescente numero di giornalisti sottopagati e precarizzati, veri e propri “braccianti dell’informazione”, e come tali anelli deboli e ricattabili del sistema italiano del comparto informazione, con evidenti riflessi sulla qualità del dibattito e anche della stessa democrazia.


(testo elaborato dalla Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, ed approvato il 27 gennaio 2023 con 15 voti favorevoli e 2 contrari, su 17 votanti >> QUI IL PDF <<

giovedì 30 giugno 2022

EQUO COMPENSO AI GIORNALISTI AUTONOMI: MOBILITAZIONE (mozione FNSI, 30/06/2022)

Il Consiglio nazionale Fnsi approva all'unanimità:
attuare l'equo compenso per i giornalisti autonomi,
organizzare mobilitazione della categoria

Giornalisti, 10 anni senza equo compenso
Mobilitazione in difesa dell’informazione
contro la precarizzazione dell’articolo 21


Il Consiglio nazionale della Fnsi, riunitosi a Roma il 30 giugno 2022, 

richiama il documento sul lavoro autonomo approvato al XVIII Congresso FNSI di Levico Terme del 2019, che ha indicato come obiettivi urgenti e prioritari da affrontare per il lavoro non dipendente: l’emanazione da parte del Ministero della Giustizia dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi ex legge 27/2012, definiti come “Equo compenso” dalla legge 172/2017; l’emersione del “falso lavoro autonomo” e la sua inclusione nel Ccnlg, contrastando la precarizzazione attraverso l’attuazione della legge 233/2012, che impone la coerenza retributiva tra lavoro autonomo e subordinato;

denuncia il perdurare di gravi storture nel sistema dell’informazione, che si regge sempre più sul lavoro povero e senza diritti, tanto da rendere precari i principi stessi di libertà di stampa, pur garantiti dall’art. 21 della Costituzione;

denuncia infatti che, nonostante i ripetuti richiami, a dieci anni dall’entrata in vigore sia della legge 27/2012, concernente i compensi adeguati e decorosi di tutte le prestazioni di lavoro autonomo, sia della legge 233/2012, che aggiunge l’obbligo della coerenza dei compensi tra subordinati e non subordinati per le prestazioni rese nelle testate giornalistiche, i giornalisti siano l’unica professione ordinistica per la quale non è stata data applicazione alle tutele vigenti per l’equo compenso del lavoro autonomo;

denuncia che entrambi i dicasteri (Giustizia e Presidenza del Consiglio) sono nelle condizioni e in possesso di tutti gli elementi per poter dare adempimento alle due norme, mentre invece non concludono i procedimenti con i dovuti provvedimenti;

Il CN impegna pertanto la Segreteria e la Giunta esecutiva Fnsi ad un rapido e deciso intervento affinché venga intimato al Governo l’adempimento delle norme vigenti sull’Equo compenso per i giornalisti non dipendenti, attraverso:

- l’immediata emanazione da parte del Ministero della Giustizia del decreto con i parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti, previsti dalla L. 27/2012, essendo ad oggi l’unica categoria professionale per la quale questi non sono mai stati emanati, e non risultando applicabili per analogia quelli di altre professioni; 

- l’immediata adozione dei provvedimenti previsti dalla L. 233/2012, con la corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso per i giornalisti non dipendenti, che tenga conto della coerenza tra le retribuzioni dei subordinati e degli autonomi nelle singole testate;

- l’applicazione delle sanzioni previste legge 233/2012, sospendendo l'erogazione di contributi e di altri benefici pubblici in favore degli editori che non applichino l'equo compenso.

Il CN impegna altresì la Segreteria la Giunta esecutiva

ad assumere tutte le opportune forme di pressione, lotta e manifestazione pubblica contro le inadempienze del Governo sull’Equo Compenso, e ad organizzare una mobilitazione generale della categoria contro la precarizzazione dell’articolo 21 della Costituzione, a partire dallo sfruttamento derivante  dalla cronica disparità di trattamento tra giornalisti e attraverso l’uso illegittimo di finti rapporti di lavoro autonomo.

(mozione Fnsi approvata all'unanimità, Roma, 30 giugno 2022)